Cari lettori, affezionati che seguite il blog del sottoscritto e anche curiosi che vi state trovando qui per caso
è già passato un anno da quando ho deciso di proseguire, uscendo dalle fredde pagine di blogspot ed entrando in quelle più accoglienti di Jimdo space, la mia “missione solista” nel campo dell'informazione musicale dedita in tutto e per tutto all'heavy metal più classico che si possa concepire. In questo anno appena trascorso le soddisfazioni e sopratutto le sorprese non sono mancate; infatti dopo l'apertura su Jimdo, Francesco “Running Wild” Reviews ha ricevuto consensi che sono andati ben al di là delle prospettive che mi aspettavo; nell'arco di dodici mesi le visite alle singole pagine del blog sono state più di 4000 e quelle alla sola homepage si sono attestate su quasi 1400, un record per me impensabile tenendo conto che non si tratta di una webzine ufficiale, né di un portale, ma di un blog gestito da una singola persona che nel suo piccolo cerca di supportare per quanto può e sa una passione che va avanti da svariati anni a questa parte. Sarebbe sciocco e presuntuoso se vi dicessi che per me sia stato sempre tutto rose e fiori questo periodo e anche quello precedente del 2010; mi sono trovato più di una volta sul punto di dire basta con questa storia di fare lo scribacchino a tempo perso, per tutta una serie di motivi che sarebbe lunga riportare qui, ma se in questo momento mi trovo a pubblicare queste righe significa che per il momento la voglia di dare una voce in più alle tante che già da tempo supportano e danno un servizio informativo alla musica heavy in Italia, è più forte di quella che mi spinge a calare il sipario. Non so dirvi sinceramente quanto tutto questo durerà, ma statene certi che se succederà in un modo o nell'altro ne verrete a conoscenza (così magari qualcuno che non mi ha mai tollerato avrà di che festeggiare con infantile e assurda felicità attraverso una bottiglia di spumante il mio uscire di scena).
Vi ho detto che una soddisfazione che ho ricevuto dal mio blog è stata quella di aver raggiunto più visite di quanto sperassi inizialmente, ma un' altra ragione che mi ha riempito di orgoglio è stata quella datami da alcune band, emergenti e in un caso non, che si sono prestate a scrivermi dopo aver scoperto forse per caso sul web il mio spazio per chiedere una recensione sulle sue pagine. Tralasciando il fatto che molte di queste non erano musicalmente in linea con quanto il blog si prefigge di trattare, ma è già di per se un appagamento aver notato che si sono interessate al mio spazio e anche se non ho potuto accontentare le loro richieste le voglio comunque ringraziare nuovamente lo stesso per il loro gesto che per me ha significato molto. Si, orgoglio e contentezza signori, visto che tutto questo non era accaduto in precedenza col mio vecchio blogspot, e ciò mi porta a pensare di aver fatto la scelta giusta di dare nel corso dell'anno una rinnovata anche grafica al blog, (i lettori più datati si ricorderanno infatti che il blog era nato con un'altra impaginazione) cercando di renderlo non dico uguale perchè non vuole assolutamente avere la pretesa di paragonarsi o peggio sostituirsi ad un sito vero e proprio, ma comunque dandogli un taglio senza dubbio più “a colpo d'occhio”, visto che l'occhio vuole la sua parte come si dice....anche se la parte principale resta il contenuto. In questo anno ho continuato a rispolverare e ripubblicare le mie vecchie recensioni e vecchie interviste, avendo anche l'opportunità di intervallarle con qualche articolo inedito come per esempio l'intervista alla cult band milanese TYRANT, e le recensioni dell'Ep degli HELLS CROWS e del nuovo album dei NASTY TENDENCY. Bene o male quindi è capitato anche di proporre qualche iniziativa più attinente, in modo da non rendere proprio in tutto e per tutto il blog come un contenitore di vecchie nostalgie che molti hanno già avuto modo di leggere quando esse erano pubblicate sulle vecchie webzines in cui ho collaborato, ma d'altronde uno dei motivi per cui questo spazio è nato è stato anche quello di non mandare sprecato il mio lavoro svolto in tutti questi anni come sempre nel tempo libero, giacchè purtroppo i siti di cui ho fatto parte hanno dato dimostrazione di non aver saputo perseverare nel tempo per i motivi più disparati, logici e anche meno logici. Da qui la decisione di ributtare sul web tutto quanto fatto finora attraverso uno spazio che posso gestire in prima persona, senza dover rendere conto a chicchessia.
etto questo, visto che di cose da dire ne avrei tante ma non posso nemmeno pretendere di essere prolisso anche se si tratta del mio blog, vi voglio però raccontare solo uno dei motivi che tempo fa mi ha messo in condizioni di abbandonare tutto, forse quello più importante: la disaffezione che provo ultimamente per l'ambiente musicale heavy e tutto quello che gli ruota intorno, unita all'essermi reso conto che nell'ambiente metal italiano ormai non si possono nutrire speranze per un cambiamento radicale in meglio della situazione. E' un disagio ormai quello che provo, nel vedere che in Italia si continua imperterriti a distruggere e disunire anziché lavorare per unire e viaggiare compatti verso una meta comune; lo vedo sopratutto scrivendo sulle webzines di cui faccio parte, dove la gente è più presa dalla spasmodica ricerca dei gossip, dalle maldicenze gratuite che intasano intere colonne sottostanti news e articoli attinenti a questa o quella band, poste in essere da gruppi di fanatici boriosi che a detta mia nulla hanno a che fare col vero spirito del rocker, che si divertono ad appuntarsi medaglie sul petto che gonfiano tronfi da dietro un monitor per ergersi a professoroni di turno o santoni starnazzatori di proclami al limite del tragicomico, che a volte hanno anche la pretesa di scriverti attraverso Facebook lamentandosi di un voto secondo loro troppo immeritevole che hai assegnato a una band a detta loro di scarso valore, quando poi questi arguti saputelli del web dopo averti fatto cronostorie farcite di militanze (vere o presunte non si sà) musicali che durano da anni e anni e che giustificano le loro prese di posizione, non solo non si sanno esprimere con la ragionevolezza delle persone civili e l'umiltà e l'educazione richieste da tutti, ma puntualmente non li vedi mai a un concerto né tantomeno li vedi frequentare locali o, viceversa, se li frequentano non si rendono nemmeno conto di cosa stanno vivendo vista l'abbondante quantità di alcool che settimanalmente si sparano nell'intestino. Mi chiedo: è questo il modo di saper essere critici, perchè a volte bisogna esserlo per carità, e di dare il proprio contributo a un ambiente già di per se nato sfortunato in questo paese? Se nel 2011 questo è il modo, si vede che non ho capito nulla della vita e di come ci si deve comportare quando si ha una passione viscerale per la musica. Se questa è la filosofia dell'heavy metal, ho come l'impressione che o vengo da un'altra galassia io o sono alieni gli altri.
Io sapevo che la filosofia dell'heavy metal nei lontani anni 80 era quella in cui una frangia consistente di ragazzi esprimeva un disagio immergendosi anima e corpo nell'amore viscerale verso questa musica e andavano opponendosi così al conformismo dilagante di una società che imponeva sistematicamente, allora come oggi, pedissequi schemi tali da rendere esponenziale il rincoglionimento culturale negli adolescenti di allora. Ora mi sembra di vedere un'inversione di tendenza in questo senso; a parte il fatto che di quella filosofia sopra accennata non ne è rimasta più traccia e oggi giorno i più giovani si avvicinano al metal con tutto un altro atteggiamento, e questo sopratutto perchè ormai il metal stesso è diventato fruibile sopratutto grazie a Internet, ma c'è anche un aspetto di sensazione personale che io stesso ho provato e sto provando in questo periodo; una sensazione di disagio al contrario, rivolta verso lo stesso ambiente metal. Di esempi da citare per giustificare questo mio malessere ce ne sarebbero tanti, i mali perpetrati all'infinito che sono la causa dell'immobilismo del metal italiano come il maledetto vizio di organizzare concerti in contemporanea ad altri eventi che spesso portano a disorientare gli appassionati, il volersi a tutti i costi danneggiare preferendo lucrare sulle briciole anziché aiutarsi a vicenda per costruire un movimento solido e unito, il non voler portare assolutamente rispetto alcuno verso questa musica e sopratutto verso chi la suona, prova ne è anche una cospicua parte di questa nuova ondata di giovani dalle belle speranze che prendono la musica come diversivo per creare veri e propri raduni di ubriaconi ai concerti e nei locali, intenti più a osservare il contenuto delle bottiglie che va via via consumandosi piuttosto che prestare la dovuta attenzione e il dovuto rispetto verso chi in quel momento si sta dando da fare sul palco per tutti, non solo per quella manciata di appassionati che seguono attenti e sobri da sotto il palco. E' un discorso da sognatori? Va bene sarò un sognatore ma non mi interessa, andrò sempre avanti per la mia strada con le mie convinzioni e su tutto, colpevole forse di essere troppo affezionato a questa musica e di mal accettare il fatto di vederla ogni volta presa letteralmente a calci da chi, a mio parere, ha pochi requisiti di stare nell'ambiente.
Io non sono un maestro di vita e non ho intenzione di dare lezioni etiche a nessuno, prendete i miei concetti alla leggera, come se fossero una favola...ma come dice una persone molto più influente di me e molto più intelligente di me...”ogni favola ha la sua morale”.
Concludo questo lungo, ma in un certo senso necessario, editoriale del Francesco Running Wild Reviews ringraziando tutti voi che avete scelto personalmente di: essere lettori assidui, lettori sporadici o semplici curiosi...la mia soddisfazione passa da ogniuno di voi che avete premiato questo blog che non sarebbe comunque potuto esistere senza il contributo essenziale di Jo“Sweet Pandemonium”, (http://sweetpandemoniumphoto.jimdo.com) compagna di vita e di avventura in questa mia folle passione.
Il vostro affezzionato
Running